“Se t'avviene di trattar delle acque consulta prima l'esperienza, e poi la ragione”
Leonardo da Vinci
L’uomo abitante delle Marittime conosce da sempre il valore della preziosa risorsa regalatagli in abbondanza dalle montagne del mare: l’acqua. Proprio seguendo la saggezza di Leonardo da Vinci, ha riconosciuto l’importanza dell’acqua come risorsa fondamentale per la propria sopravvivenza, e si è sempre impegnato, nel corso della storia ,per costruire strumenti e trovare nuove soluzioni per sfruttare al meglio la risorsa idrica , cercando di mantenere nel tempo i valori naturali ad essa legati.
Fin dal passato infatti, Entracque ha sostenuto la propria economia grazie all’utilizzo intelligente dell’abbondante patrimonio idrico a disposizione: già nel seicento lo sfruttamento dell’acqua del torrente Gesso e del rio Busset permise il funzionamento di mulini e delle fabbriche di drappi , consentendo un buon sviluppo dell’attività tessile.
Un segno tangibile di questo storico rapporto tra gli entracquesi e l’acqua è sicuramente dato dalla generosa presenza di fontane nel paese , che seguono le mode e le tecniche in voga nei vari momenti storici. La targa datata 1565 posta sulla cornice della fontana in Piazza Giustizia e Libertà permette di constatare la centralità di questo elemento nella quotidianità degli entracquesi già dal medioevo; le varie fontane, poste sempre in posizioni centrali, nelle piazze o comunque in luoghi accessibili e visibili a tutti, erano indispensabili per gli abitanti del paese, che riconoscevano di conseguenza la fontana come luogo di incontro e socialità. Accanto a questa funzione puramente utilitaristica, i grandi mascheroni e le varie figure scolpite conferivano a questi monumenti un aspetto letterario, magico, artistico, religioso e, non ultimo, erano un prezioso strumento di esibizione del potere, come si può osservare dalle insegne del duca di Savoia in bella mostra sulla fontana della piazza del municipio.
L’Acqua calda dei vicini bagni termali delle Terme di Valdieri, e le valli selvagge scavate dai torrenti interessarono la famiglia reale. Vittorio Emanuele II fu il re d’Italia che nel 1863 scoprì il territorio entracquese ricco di acque, dando inizio alla storia della riserva di caccia e delle riserve di pesca.
Mulini, fontane, pesca…fiumi e laghi sembrano essere una fonte inesauribile di tesori a disposizione del piccolo paese, che scoprirà un nuovo importante modo di utilizzare il potere dell’acqua negli anni sessanta, con la costruzione della centrale idroelettrica dell’Enel e delle due dighe della Piastra e del Chiotas, rispettivamente a 1000 e 2000 metri di altitudine.
Con la realizzazione del grande impianto idroelettrico, capace di una potenza complessiva di 1500 Megawatt, l’acqua ha messo a disposizione dell’uomo tutte le sue potenzialità, continuando a rinnovare nel tempo un sodalizio fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo di Entracque.
2006
Comune di Entracque - Informatica
System s.r.l.
Archivio Fotografico Parco Alpi Marittime - Augusto Rivelli