Nel XIII secolo, dopo un breve dominio del marchese di Saluzzo, Entracque e la Valle Gesso sono parte della Contea eretta in Piemonte dalla Casa degli Angiò.
Probabilmente Entracque, alla data del riconoscimento dei diritti feudali, inizi del XIV secolo, è già eretta in Comune autonomo con una sua propria amministrazione.
Nel 1372 il Conte Amedeo VI di Savoia, detto il Conte Verde, cede Entracque e la Valle Gesso al Marchese Carlo di Ceva.
Nel secolo successivo controversie distrettuali impegnarono Entracque e i vicini Comuni di Valdieri, Andonno, Roccavione e Borgo San Dalmazzo a difendere i propri diritti di autonomia e libertà da attacchi e rivendicazioni militari, territoriali, politiche e amministrative, portati loro dalla Città di Cuneo.
Nel 1424, con 101 "fuochi" (famiglie) e 500 abitanti, Entracque è il paese più densamente popolato della castellania di Borgo, superato soltanto nel 1443 da Borgo stesso.
I Valdesi, verso fine secolo, si erano infiltrati nella popolazione particolarmente al borgo Pascher.
Fu forse in questi anni o nel successivo periodo della Riforma che sono nate "Le Parlate" rappresentazione della Passione e Morte di Cristo che ancora oggi, interpretate da attori del luogo, rivivono, ogni cinque anni, nella tradizione folkloristica del paese.
Nel 1561 gli abitanti della contrada di Entracque erano circa 1700 e, dieci anni più tardi, circa 1800.
E' in questi anni del Cinquecento- Seicento che sono sorte, o per iniziativa privata, o per voto pubblico o ancora per legato testamentario, le diverse Cappelle che brevemente ricordiamo: la Confraternita di Santa Croce, la Cappella della Madonna del Bealetto, la Cappella di S. Rocco, la Cappella di S. Antonio da Padova, la Cappella della Visitazione di Maria Vergine al Cornaletto, la Cappella di S. Giovanni Battista, la Cappella di S. Lucia, la Cappella della Trinità, ancora oggi esistenti e la Confraternita della Misericordia, la Cappella di S. Pietro in Vincoli, la Cappella dello Spirito Santo, abbandonate, in rovina o destinate ad altri usi.
Il Santuario di Nostra Signora delle Finestre, come già ricordato, appartenente ad Entracque fino al 1947, fu costruito, secondo un'antica tradizione, per ricovero di viaggiatori e commercianti, dall'Ordine Militare dei Templari.
La chiesa di Sant'Antonino Martire sorta sulle rovine del castello signorile e divenuta in seguito, nel 1673, Parrocchia secondo gli statuti del Concilio di Trento, risale molto probabilmente agli inizi degli anni mille: la troviamo menzionata una prima volta nel 1246 in una bolla di papa Innocenzo IV, e annoverata tra i possessi dell'Abazia di Borgo.
La stessa bolla ricorda l'Ospedale di Noceto o Neyereto con la Cappella - Ricovero di S. Giacomo officiata fino al 1882, quando furono trasformati in caserma estiva dei Carabinieri a servizio della Casa Reale.
Fino al 1817, anno in cui fu creata la Diocesi di Cuneo, Entracque appartenne sempre, come risulta da una bolla di papa Clemente X, alla Diocesi di Mondovì.
| Avanti > |
2006
Comune di Entracque - Informatica
System s.r.l.
Archivio Fotografico Parco Alpi Marittime - Augusto Rivelli